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Miele naturale: che cos’é e come viene prodotto dalle api

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha dichiarato il 20 maggio la Giornata mondiale delle Api

Tutti conosciamo il miele, ma forse non tutti sanno di cosa si tratta veramente anche perché in commercio esistono molti prodotti che riportano questo nome, ma non tutti sono 100% naturali e biologici.

Che cos’è il miele?

Il miele è un alimento prodotto dalle api a partire dal nettare o dalla melata come alimento di riserva. Le api, di base, non si nutrono di miele, ma si nutrono di nettare dei fiori, ma quando questo scarseggia attingono al miele che hanno prodotto durante i periodi in cui invece ne avevano in abbondanza.

Dal nettare al miele

Il miele nasce dalla trasformazione a parte delle api dal nettare escreto dalle ghiandole nettarifere presenti all’interno del fiore. Le api raccologono, trasformano, disidratano ed in fine immagazzinano il miele come scorta di cibo.

Le api bottinatrici escono dall’alveare e vanno a prelevare il nettare. Quando rientrano all’alveare passano la goccia di nettare alle api immagazzinatrici che se la passano tra loro per 15–20 min per far si che il nettare raccolto si arricchisca di secrezioni ghiandolari ricche di enzimi.

In questa fase, all’interno dell’alveare, avviene un passaggio cruciale: le api ventilatrici sbattono le ali per far circolare l’aria e riscaldarla. Questo processo favorisce la disidratazione del nettare che perde gran parte della sua acqua.

Dopo che il nettare è depositato nel favo edificato dalle api produttrici di cera che le stesse richiudono con la loro cera. Dopo pochi giorni la percentuale di acqua del nettare scenderà sotto il 18% e il miele sarà pronto.

Il polline, il nettare e la melata

Il nettare è una sostanza zuccherina che le piante producono per attirare gli insetti al fine di diffondere il polline, l’elemento fecondante delle piante. Infatti perché una pianta possa essere fecondata il polline deve passare da un fiore all’altro e per farlo ha bisogno dell’aiuto degli insetti.

Qui entra in gioco il nettare, l’elemento zuccherino che attira gli insetti facendoli passare da una pianta all’altra.
Dato che ogni fiore produce un diverso nettare si ha che esisto moltissime varietà di miele ognuna caratteristica dei fiori che hanno contribuito a produrlo.

La melata è un’altra sostanza che contribuisce alla produzione di miele, questa è una linfa zuccherina prodotta dalle pianta. Questa è il nutrimento principale di moltissimi insetti, afidi e cocciniglie.

Ma le api non buttano via niente quando si tratta di sostanze zuccherine che possono contribuire ad arricchire le scorte di cibo per questo anche la melata viene raccolta dalle api e quindi utilizzata per produrre il miele che tutti conosciamo.

Storia del miele

Per millenni il miele ha rappresentato l’unico alimento zuccherino concentrato disponibile dall’uomo. Le prime tracce di arnie risalgono circa al VI millennio a.C.

Il miele era apprezzato già nell’antico Egitto, i primi apicoltori risalgono a 4000 anni che lungo il Nilo con le proprie arnie seguivano la fioritura delle piante.

Gli egizi non erano gli unici però, anche i Sumeri lo impiegavano in creme impastate con argilla, acqua e olio di cedro, mentre i Babilonesi ne facevano uso

I Greci lo consideravano “cibo degli dei” e rappresentava una componente fondamentale dei riti votivi.
I Romani ne importavano grandi quantità. In particolare da Malta, da cui pare anche derivare il nome originale Meilat, appunto terra del miele.

Nel Medioevo il miele ha ricoperto un ruolo centrale, ma non come nell’antichità: era usato principalmente come agente conservante oltre che dolcificante.

Nei tempi più recenti è stato gradualmente sostituito come agente dolcificante soprattutto dopo l’introduzione dello zucchero industriale raffinato.

Solo recentemente grazie all’aumentata consapevolezza del valore nutritivo degli alimenti biologici e naturali il miele sta ritornando in voga.


Il testo di questo articolo è tratto da informazioni provenienti dal web e organizzate e integrate da Domenico Monaco, la riproduzione è riservata. Foto da Unsplash.
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